liki liki LED lighting design | show you have flair | Aliki Polydor

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liki liki design | close to natural light
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08 February 2009

"napo" LED table lamp designed by Aliki Polydor 2007- atcasa

Do we always have to look back in time or let somebody else work out for us what's in, what's trendy, what's been presented at the Salone del Mobile or at Euroluce?
Do we always have to check who has got this or that to decide if we shall get the same? Is it part of the Vitra collection and sold in series? Will it be considered vintage in a couple of decades? Does it match our sofa?

Or

Can we simply be of today and use the latest LED technology, not just old fashioned bulbs but printed circuit boards - indeed real electronics! Time has come for us to settle in the present and accept it.


The «napo»™ table lamp, designed by Aliki Polydor, fulfills this position thoroughly - a little “avant-guarde” perhaps - undoubtedly revealing a highly elegant and charismatic design.

We don't always have to look up to “the Jones's”, do we?

liki liki team

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03 July 2008

liki liki design : anniversary in Casamica



Abitare il tempo, abitare verona.

Yes, liki liki design is turning one year old here in verona!

During this past year we have brought to life
Come and discover our full range of eco-friendly and aesthetic LED lighting lamps by visiting our web site or complete the contact form for more information.

What is the secret behind this new generation of general lighting? All these lamps incorporate the most advanced LED technology, and are designed for sustainability, minimal light pollution and high energy efficiency.

And we are well decided to carry on!

Well off est en fête.

Buon proseguimento!

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09 May 2008

"napo" LED table lamp | liki liki LED lighting design | Casamica june 2008

Designing and making "napo" has also been great pleasure after Kissimu 3. I am very proud of it.

The "napo" table lamp will be seen in Casamica June 2008. As my previously designed lamps, it incorporates as always, the latest diode technology and avant-garde materials and it is soon to be produced in series.
It should normally remind you of one of the major figures in the history of France who has always fascinated my imagination.


Aliki Polydor 2008

08 May 2008

lampada kissimu 3 in Casamica maggio 2008

La questione è questa: scrivere su di un lavoro femminile da parte di un uomo corrisponde a quella che gli antichi latini chiamavano personata uox, ovverosia significa parlare attraverso la persona, che nel mondo antico corrispondeva alla maschera, che l’attore tragico o comico si metteva sul viso per interpretare una parte. Nel qual caso la parte è quella femminile; insomma ogni uomo che parla di un “fare” femminile parla sempre derrière le rideau, dietro un palcoscenico di cartapesta, e alla fine si tratta di accettarne le convenzioni.
Contrasto –non equivoco- che appare soprattutto in un caso quale il design, che parrebbe per certe sue geometriche complessita', a torto, sempre roccaforte maschile.

Per la lampada che si chiama “kissimu 3 , bisognerebbe tener presente innanzi tutto che si tratta di un oggetto creato da una donna, e dunque chi ne scrive è una personata uox, e inoltre è anche un oggetto d’arredamento, geometrico e sostanzialmente asimmetrico realizzato in più versioni le quali sono tutte prodotte in serie.

La lampada "kissimu 3" in questione poi possiede diverse “declinazioni”, “kissimu 1”, “kissimu 2", etc. insomma esistono delle “varianti”. Queste varianti sono date dalle possibilità che ha l’oggetto in questione di trasformarsi, di mutare (come molti altri oggetti dell’atelier di Aliki) a seconda dell’umore del suo proprietario, o fruitore. Lo si può manipolare (tema ricorrente) anche da parte di chi lo acquista, anche dopo essere stato realizzato. Insomma, è un “come tu mi vuoi” questa lampada che funziona sempre, come le altre dell’atelier, con un sistema illuminativo di “diodi”.

Sulla qualità della luce di queste lampadine a basso consumo mi verrebbe da spendere due parole: infatti è una luce che, a differenza di quella fredda del neon, non altera (beninteso che ogni luce non solare esegue una propria alterazione) il colori di quel che circonda, e benché all’apparenza fredda, non è mai “glaciale”. E poi si alimenta di una corrente a basso voltaggio; espediente che permette di ridurre il dispendio energetico, e poi probabilmente crea nella mente di chi sa questo, la non sgradevole sensazione che la lampadina non possieda la capacità di “fulminare”.

Oltre la digressione, questo tipo di lampada, nella sua sostanziale “informità” strutturale, sembra essere, oltre la sua funzione di “illuminatrice”, anche un oggetto. Il che significa ribaltare la “funzione” (la luce) in favore del “funzionante” (l’impalcatura, ovverossia l' "oggetto di design", che riveste la semplice lampadina).

Ruben Garbellini

12 February 2008

liki liki LED lighting design studio | diodi e incipit

Aliki non rifiuta affatto questi ultimi cinquant’anni di ritrovati tecnologici. Pare quest’ultimo un discorso scontato ma così non è, perché per millenni si sono utilizzati legno, pietra, metallo al più e nei più fortuiti casi. Materiali quali le resine sintetiche, il plexiglas, l’alluminio, il silicone, la vetroresina, le plastiche, ormai talmente inglobate nella nostra vita da non essere più riconoscibili come parte “altra”, non sono affatto parte della nostra storia se non da meno di mezzo secolo. Per cui, considerare l’inevitabile amalgama (un’altra mutazione) che designers, architetti e artisti hanno saputo creare o dovuto subire non è affatto poca cosa. Tanto più che la velocità di frana che ha assunto la moderna “esistenza”, pure nei suoi differenti o quotidiani aspetti, non permette più antiche, pur tuttavia amatissime, disquisizioni sul bello e sulle sue categorie. China pericolosa, questa, che può allungarsi per non più ritornare.

Queste brevi note accennano perciò all’idea di “amalgama”, di quasi contaminazione, che sottende alcuni oggetti a circuiti stampati, diodi dello studio/laboratorio di Aliki Polydor. L’idea stessa di mutazione è presente in un luogo fisico, stesso laboratorio /studio, dove tanto si realizzano manualmente delle “cose”, tanto le si sottopone al giudizio e all’eventuale scelta del pubblico. Si tratta di un piccola catena produttiva che non viene spezzata, ma costituisce una quotidianità artigianale: un altro amalgama tra le materie tecnologiche più “nuove”come l'implementazione della tecnologia a LED e la concezione manuale dell’assemblaggio.Si chiama la "customizazione".

Ragionamento quest’ultimo che fa rimbalzare il pensiero verso il secondo polo, o aspetto, generatore degli “oggetti”(non definibili in altro modo, siano essi funzionali o più decorativi) di Aliki: il mondo della filosofia. Una cultura filosofica, nel caso di Aliki Polydor, anch’essa “mescolata”, che da un fulcro di τεκνή occidentale continua a rivolgersi verso la melancolia della dimensione metafisica dell’Oriente, sentita quasi come una meta necessaria da raggiungere. Nasce da questo la lampada-profumiera dedicata al leggendario filosofo indiano Patanjali?

2 febbraio 2008
Ruben Garbellini

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Not simply skimming superficially through the subject of LED lighting.

Not just designing light but explaining it.

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